mercoledì 15 aprile 2009

lights will guide you home




When you try your best but you don't succeed
When you get what you want but not what you need
When you feel so tired but you can't sleep
Stuck in reverse.

And the tears come streaming down your face
When you lose something you can't replace
When you love someone but it goes to waste
Could it be worse?

Lights will guide you home
And ignite your bones
And I will try to fix you

And high up above or down below
When you're too in love to let it go
But if you never try you'll never know
Just what you're worth

Lights will guide you home
And ignite your bones
And I will try to fix you

Tears stream, down your face
When you lose something you cannot replace
Tears stream down your face and I...


Tears stream, down on your face
I promise you I will learn from my mistakes
Tears stream down your face and I...


Lights will guide you home
And ignite your bones
And I will try to fix you.

mercoledì 14 gennaio 2009

dorme sulla collina

E' morto l'undici di Gennaio del 1999. Questo decimo anniversario mi è servito, se non altro, a darmi l'occasione di addentrarmi un po' meglio nella sua musica e - soprattutto - nelle sue parole.

Non voglio stare qui a fare discorsi su discorsi, voglio solo citare la famosa (ma io non la conoscevo) strofa:

se tu penserai, se giudicherai da buon borghese, li condannerai a cinquemila anni più le spese...ma se capirai, se li cercherai fino in fondo, se non sono gigli son pur sempre figli, vittime di questo mondo. (La città vecchia, 1974)

Capita spesso che si ritrovi, in qualche libro o canzone, una frase, un inciso, un concetto che ti fa alzare lo sguardo, che ti fa girare la testa pensando Sì, è proprio quello che dico io!

Non esiste il cattivo, non esiste il bravo, non esiste il buono, non esiste il meschino, non esiste l'assassino....per scelta
esiste solo quello che il mondo vuole che siamo, quello che le circostanze disegnano....ma allora non c'è nulla da giudicare, non c'è metro da usare, non c'è dito da puntare.

giovedì 4 dicembre 2008

una nuova definizione di grandezza

If you want to be important, Wonderful
if you want to be recognized, Wondeful
if you want to be great, Wonderful
but recognize that he who is greatest among you shall be your servant.
That's a new definition of greatness.

And this morning the thing that I like about it: by giving that definition of greatness it means that everybody can be great, because everybody can serve.
You don't have to have a college degree to serve;
you don't have to make your subject and your verb agree to serve;
you don't have to know about Plato and Aristotele to serve;
you don't have to know Einstein's theory of relativity to serve;
you don't have to know the second theory of thermodynamics in physics to serve;
you only need a heart full of grace,
a soul generated by love...
and you can be that servant.
Martin Luther King Jr.

Discorso tenuto alla chiesa battista Ebenezer, Atlanta, Georgia, 4 February 1968


Il testo integrale, con tanto di audio (solo un pezzetto però), è qui , ma vi avviso, è un po' lunghino.

lunedì 24 novembre 2008

Large Hadron Collider

Ha fatto parecchio rumore circa due mesi fa la partenza ufficiale di LHC, il mostruoso acceleratore di particelle europeo, al CERN di Ginevra.
Lasciando perdere il fatto che dopo pochi giorni di prove (da quanto ho capito, potrei sbagliare) qualcosa è andato storto, per cui si dovrà aspettare ancora prima di dare il vero via agli esperimenti, volevo spendere due parole analizzando la cosa un po' al di sopra delle parti.

LHC è, per farla in breve, un enorme anello (lungo 27 km) nel quale vengono iniettati fasci di particelle col fine di farli scontrare tra loro. La cosa importante sono i prodotti di questi scontri. Ci sono teorie che da decine di anni si basano su ipotesi che LHC potrebbe corroborare, oppure no. In entrambi i casi LHC avrebbe successo.
Tra le teorie in esame (di nuovo, per quel che ne so, e - vi assicuro - è davvero poco poco!) quella che sta lì da più anni di tutte e, soprattutto, quella che tiene in piedi completamente l'attuale modello con il quale i fisici oggi spiegano (male, ma incredibilmente bene - ossia il modello ha una marea di problemi e incongruenze, questo è il "male", ma riesce a dare ragione di cose assolutamente impensabili, le sue previsioni sono state verificate fino ad un'accuratezza impressionante; in definitiva: il modello non spiega tutto, ma spiega molto) la natura, è il (famoso - per gli addetti ai lavori, ma non solo) bosone di Higgs.
Se LHC non dovesse trovare tra i prodotti delle collisioni suddette questa particella (che, lo ripeto, è prevista dal modello e ne è un tassello importante) larga parte della fisica delle alte energie subirebbe davvero un bruttissimo colpo.

Ma non era mia intenzione fare divulgazione su LHC, il punto che vorrei toccare (diciamo sfiorare, che è meglio) risponde grossomodo alla seguente domanda? Davvero è utile spendere così tanti soldi per fare collidere particelle e vedere se salta fuori il bosone di Higgs?

Ovviamente l'argomento è immenso, direi quasi sconfinato, oltre che spinoso (per cui invece che sfiorare, forse è ancor meglio guardare da lontano). Facendo una brevissi(missi)ma ricerca, ho trovato che i finanziamenti ufficiali per LHC sono stati di 2.6 miliardi di euro.
Effettivamente detto così fa un po' spavento, ma se valutiamo che il costo va spalmato su un perido di 11 anni, che il budget stimato per le olimpiadi di Londra 2012 è di (attenti al botto) 11 mld di euro, (non voglio nemmeno citare il presunto costo della guerra in Iraq) forse il vostro spavento iniziale si ridimensiona un attimo.

Ma il punto non è nemmeno (non solo per lo meno) i soldi. Il punto è - detto come si deve: ma con tutto quel che c'è da fare di veramente utile, c'è proprio bisogno di tante energie spese per questo (passatemi il termine) giochino?

A mio avviso, la parola chiave - quella su cui si scivola - è "utile". Che significa utile? Possiamo intendere l'utilità solo dal punto di vista prettamente pratico: che so, il muratore è utile, l'ingegnere è utile, l'elettricista è utile, il bancario è utile...nel senso che producuno qualcosa di necessario nell'immediato, come case, automobili, conti correnti e così via.

Da questo punto di vista, LHC non è utile.

Poi c'è un'utilità più timida, quella assolutamente non immediata, ma comunque pratica a lungo termine.
Da questo punto di vista, LHC potrebbe (con buone probabilità) essere utile: quasi tutte - tutte, che io sappia - le innovazioni, i passi avanti nella conoscenza fisica (o biologica, o chimica, ecc...) della natura hanno portato a qualcosa di utilizzabile in maniera pratica. Gli esempi che mi vengono in mente sono internet (che fu inventato proprio dai fisici del CERN), ma non è proprio attinente. Lo è molto di più la Risonanza magnetica, assolutamnte impossibile da concepire senza la Meccanica Quantistica, o ancora il laser, o perché no, i semiconduttori e quindi tutta la moderna elettronica....e chi più ne ha più ne metta.
Le scoperte che (forse) farà LHC hanno la potenzialità di aprire intere nuove aree del sapere, e davvero non si può sapere quali applicazioni pratiche questo avrà...ma di certo c'è questa possibilità.

Un ultimo livello di utilità cui volgio accennare, fa un po' a pugni con l'aforisma del post precedente, ma solo sintatticamente.
L'utilità di (semplicemente) conoscere l'universo.
Questa utilità è molto più timida delle altre, tanto che spesso (quasi sempre) viene chiamata inutilità, ma io non sono d'accordo.

Voi sareste disposti (ad esempio) a non sapere che vivamo su un pianeta che ruota attorno ad una stella, ai margini di un agglomerato (impressionate) di stelle che tutte assieme viaggiano nello spazio? Sareste disposti a non sapere che tutto è composto da piccole unità di materia che si legano assieme a formare quello che vediamo? Ritenete che queste conoscenze siano inutili alla vostra vita?

Io credo al contrario che siano impagabilmente utili, più del computer e del frigorifero. Utili quando ci si ferma e ci si guarda attorno e si pensa; utili quando la sera si alza la testa verso il cielo e per un attimo ci si dimentica di quello che si deve fare cinque minuti dopo, o la mattina dopo, o il mese dopo; utili quando ci capita di allargare sempre di più il punto di vista su di noi, sugli altri, sulla vita - un po' come lo zoom in google earth: inziamo a non distinguere i nomi delle città, si perdono piano piano i confini delle regioni, poi degli stati; ma poi incomiciamo a vedere la forma dei continenti, dei mari.
E' un'utilità non pratica e difficilmente vendibile, ma più importante, perché non serve fuori, ma dentro di noi.



Anche se non c'entra molto o per niente, concludo con una frase di Russell, che mi piace da matti:

Il problema dell'umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi

Ora torno a studiare. Se lo avessi fatto invece di stare qui a scrivere, forse avrei scritto più pertinentemente (si dice?) su LHC (mi sa che questa frase è un non-sense).

Alla prossima!!!

mercoledì 1 ottobre 2008

ancora Ipse dixit (titolo mai così azzeccato)

Giusto per sedare la vostra sete di nuove cose da leggere su questo blog, nell'attesa di un post più "corposo", vi tengo buoni con il seguente pensiero (che mi pare mi abbia suggerito mio fratello):


La filosofia non serve a nulla, dirai; ma sappi che proprio perché priva del legame di servitù è il sapere più nobile
Aristotele

Vorrei focalizzare l'attenzione non tanto sulla filosofia, ma soprattutto sul rapporto nobiltà-servitù del sapere.
In effetti come frase suona bene, ma qual è quell'aforisma che non pare giusto ad una lettura superficiale? In effetti è questo il punto debole degli aforismi: che sono frasi ad effetto, pensati per "suonare bene" più che per dire il vero. Quindi bisogna analizzarli bene prima di giudicarli.

Voi che ne pensate? E' giusto dire che uno studio che non serve a nulla è per ciò più nobile? Cosa si intende poi con nobile? Diciamo che a me pare tanto un modo di auto-convincersi che non stava completamente perdendo il suo tempo.

giovedì 11 settembre 2008

Dai vota!

Ecco un post che in pratica non parla di nulla!
Volevo semplicemente richiamare la tua attenzione sul sondaggio che sta qui a destra (se vai un pochino giù lo vedi, ma magari aspetta, che prima ti spiego un po' di che si tratta).
Ho messo due jukebox (si scriverà così poi?!), sì due..è proprio questo il punto: quale ti piace di più? Ti spiego le differenze: il primo riproduce le canzoni solo casualmente e non si possono mettere più di tre canzoni per autore; nel secondo sì e perciò è molto più comodo, però - secondo me almeno - è proprio più bruttino e poi non si riescono a visualizzare bene i titoli completi delle canzoni! (Ti faccio notare che nel secondo ci sono molte meno canzoni che nel primo, ma questo è solo perché ancora non ho avuto lo sbattimento di aggiungerle!).
Che ne dici? Ora vai pure a votare, è un tuo diritto!

martedì 2 settembre 2008

In risposta a "cosa fare da grandi"

Questo è un post di risposta ai commenti a questo argomento.
Ho deciso di aprire una nuova discussione, altrimenti nessuno si sarebbe accorto dei commenti.

Passiamo alla replica al commento di mio fratello, che riporto qui, sia per chiarezza e anche perché merita


Fratellino, vedo che il tema ti fa proprio soffrire eh?

La sostanza non cambia dal tuo topic sulle vacanze e mettere "la testa fuori dall'acqua".

Quello che dici tu è vero quasi del tutto: in effetti la nostra esistenza è una specie di sopravvivenza: si deve pur mangiare, vestirsi, uscire, andare al cinema, ecc... e quindi dobbiamo lavorare per avere una base economica che ci permetta di "sopravvivere" in questo mondo.
Ed è chiaro che "lavorare" non piace in sostanza a nessuno... almeno se la vedi come fai tu.

Il termine stesso "lavoro" implica sforzarsi (forza x spostamento, no?), implica sofferenza psicologica, implica alienazione della mia vita 8 ore al giorno (x la cronaca: non lamentatevi, c'è chi ne lavora circa 10 al giorno... chissà chi è ? :))

Il punto è che è la base da cui parti che la devi risvoltare... Per fortuna che si lavora! Se tu non fossi occupato per la maggioranza della tua "vita" nella tua professione (detta così già suona meglio) arriveresti inevitabilmente prima o poi ad una depressione totale, fidati!
Essere occupati ti impedisce di pensare e pensare troppo non fa mai bene. Pensare troppo alla vita in sè dico, a noi come essere umani... E sai xchè? Perchè + pensiamo e + ci rendiamo conto che non c'è nulla al di là del famoso "... e poi?", non c'è un di + al di là di tornare a casa ed essere contenti di vedere il fratello o la sorella o i genitori o il cane, non c'è un di + al di là di aspettare il fine settimana x riposarsi e vedere che, tuttosommato, è + deprimente il fine settimana della settimana stessa, non c'è un di + al di là di un bel film alla sera, al di là si una bella dormita quando fuori piove.

Ogni professione può essere odiosa: un buon punto x partire è cercare di averne una che ci stimola e ci appassiona. Se non è così sforziamoci di renderla tale il + possibile.
Fatto questo cerchiamo di capire che il "lavoro" non ci toglie nulla di così bello dalla vita: i momenti che dedichiamo ad altro sono già sufficienti x farci precipitare in depressione spesso e volentieri.

Poi dedichiamoci ad una passione ex-lavoro, ad una qualsiasi cosa che ci piaccia: io mi dedico al mio fisico e la cosa mi forma il corpo e la mente, mi da disciplina, mi da autostima, mi da coraggio.
Voi trovate la vostra di ancora...

Quindi, da veri guerrieri, coraggio, passione e successo: questo è tutto quello che ti serve e che avrai se parti col piede giusto.

E come disse un filosofo non proprio stupido (F.W. Nietzche): "Quanto manca alla vetta? TU SALI E NON PENSARCI"


Ok ok...la risposta mi piace è piuttosto soddisfacente..e poi se lo dice Nietzsche :D
A parte gli scherzi, l'osservazione è senza dubbio giusta: il lavoro diventa la vita, o comunque aiuta a vivere, se non ci fosse si andrebbe in depressione subito...aspetta, è questo il punto che cede, che stona un po'.
Cioè se io penso alla vita, a quello che faccio ogni giorno, uso la mia testa per cercare di trovare un qualche punto fisso, rassicurante..se faccio tutto questo cado in depressione. Beh, non credo che il rimedio giusto sia quello di non pensarci!!!
Mi viene in mente la solita battuta: babbo babbo, mi fa male quando mi tocco qui...e tu non toccarlo!
Si capisce bene che non si risolve nulla, tanto più se il problema è serio - e questo credo lo sia eccome.

Però è comodo fare così, è comodo e quasi inevitabile..farsi trasportare dalla corrente, piuttosto che nuotare verso riva e cercare di capire.

Di nuovo (l'ho già fatto, ma non ricordo dove) consiglio in merito

La Confessione, Lev Tolstoj

o forse sconsiglio, dipende se siete facile alla depressione o meno.
Ciao a tutti!!