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sabato 8 gennaio 2011

diamo a Novaro quel che è di Novaro

sorelle e fratelli d'Italia, ho scoperto, con sommo disappunto, la seguente:
Goffredo Mameli -- poeta e patriota genovese -- ha scritto le parole di quel che lui chiamava Il canto degli italiani, e che tutti conosciamo come Inno di Mameli, ma non la musica (bè, tecnicamente già lo sapevo, ma non mi ricordavo e comunque non mi aveva fatto tanta impressione allora...saranno i festeggiamenti?tanto meglio).
Ora, a me piace molto il nostro inno, è come credo un inno dovrebbe essere: fiero, orgoglioso, forte e ispiratore di sentimenti patriotici. Ci sono inni più meditativi, più placidi...non mi piacciono, l'inno deve essere felice e positivo.
Ma lasciamo da parte quel che penso io degli inni.
Sta di fatto che la forza del nostro inno non sta tanto nelle parole (che pure a me piacciono, anche se le ultime due strofe parlano di cose evidentemente lontane dal sentire comune dell'Italia d'oggi) quanto nella musica.
Dunque, l'ho presa larga ma ora sono al punto, che già avrete capito: la musica è scritta da tale Michele Novaro, anch'egli patriota e genovese, del tutto sconosciuto ora e allora.
Per lo meno io ignoravo del tutto questo nome. Mi riprometto d'ora in poi di chiamarlo sempre Inno d'Italia (come si dovrebbe sempre, perché chiamarlo inno di Mameli o di chicchesia è già un po' staccarsene) oppure -- se proprio -- inno di Novaro, e comunque di "diffondere" la cosa, per dare a Novaro quel che è di Novaro. Non che abbia nulla contro Mameli (tra l'altro il poveretto è morto a soli 22 anni, nei giorni della Repubblica Romana). Dico solo che una stradina a Novaro gliela si potrebbe anche dedicare, visto che non solo lo facciamo con Mameli, ma pure -- e mi sono sempre chiesto perché -- con un bombarolo e assassino come Felice Orsini.

edit: vedo che in effetti esiste via Michele Novaro in alcune (poche) città, per lo meno a Milano e Genova. Evviva! resta solo da toglierla ad Orsini.

lunedì 25 ottobre 2010

abbassate le luci

Non devo dire niente. Non devo parlare di niente. Però, ahimè, ho una certa ansia da 'devo scrivere qualcosa', ansia dovuta - lo sento chiaramente - al fatto di aver chiuso definitivamente i ponti con facebook e dunque anche alla smania di scrivere 'stati' (odio perfino lo slang facebookiano). Dunque non scriverò nulla e forse capiterà che non scriverò nulla sempre più spesso, riempiendo pagine di niente. Per questo ho abbassato le luci, così da nascondermi un pochino, un po' come quando giri con gli occhiali da sole e ti senti più al sicuro - o forse è capitato solo a me. A volte tendo a dimenticare che in fondo questo blog non lo legge nessuno...va beh, è un po' come un diario, o meglio, lo è ora, che le luci sono basse e tutto suona più intimo...lo scrivo per me, più che altro.

giovedì 11 settembre 2008

Dai vota!

Ecco un post che in pratica non parla di nulla!
Volevo semplicemente richiamare la tua attenzione sul sondaggio che sta qui a destra (se vai un pochino giù lo vedi, ma magari aspetta, che prima ti spiego un po' di che si tratta).
Ho messo due jukebox (si scriverà così poi?!), sì due..è proprio questo il punto: quale ti piace di più? Ti spiego le differenze: il primo riproduce le canzoni solo casualmente e non si possono mettere più di tre canzoni per autore; nel secondo sì e perciò è molto più comodo, però - secondo me almeno - è proprio più bruttino e poi non si riescono a visualizzare bene i titoli completi delle canzoni! (Ti faccio notare che nel secondo ci sono molte meno canzoni che nel primo, ma questo è solo perché ancora non ho avuto lo sbattimento di aggiungerle!).
Che ne dici? Ora vai pure a votare, è un tuo diritto!

martedì 29 gennaio 2008

Pinguino (o no?)



Questo è il primo post di Varie ed Eventuali...anzi in realtà è il primo post degli argomenti (questo fa capire quanti argomenti chiari possa avere).


Comunque..si va.


Ultimamente, nell'attesa che dall'università mi dicano cosa dovrò fare tutti i giorni per i prossimi tre anni (sì, proprio così, non ne ho ancora idea), mi sto dilettando con il mondo del pinguino (invece che fare cose più produttive). Devo ammettere che il concetto di free software e comunqe di software open source mi ha sempre stimolato, non so, c'è questa sensazione di fondo che sia qualcosa di buono...mah.

Non sono per niente un esperto, ma devo dire che, a parte alcune difficoltà iniziali (direi più che altro paure iniziali, come quella di fare errori irrimediabili durante il partizionamento o cose del genere) le cose sono andate (per ora, qui ci vogliono tutti gli scongiuri del caso) piuttosto bene. Certo se non fosse stato per il forum e le guide in linea non ci avrei nemmeno provato.

La grafica, una volta capito come si gestisce, è davvero insuperabile, con una miriade di possibilità di variazioni (come il desktop che ruota come un cubo in 3D o cose del genere). Installare i pacchetti è semplicissimo (almeno nella distro che ho montato io, Ubuntu 7.10) e ce ne sono davvero per tutti i gusti.
E' evidente che Linux ha ancora la sua dose di problemi: "difficoltà" nei passi iniziali (mi tremavano le mani quando ho dovuto partizionare l'hard disk del mio portatile nuovo, c'è voluta una certa dose di incoscienza a farlo e - soprattutto - di culo nel non fare danni. In effetti la partizione del disco fisso non è roba di tutti i giorni e se uno non sa quel che fa o no ha un gran culo - come me - rischia davvero di fare danni), problemi con compatibilità hardware (solo oggi e con passi che non saprei mai ripetere, sono riuscito a configurare il mio modem usb Adsl su Ubuntu, e solo grazie ad una guida passo passo della comunità ubuntu),
problemi con software (chi dovesse usare AutoCAD - tanto per fare un esempio - non potrebbe farlo su Linux).

I linuxiani (o liniani, non so bene come si dica), sostengono che i problemi di Linux sono innanzitutto questione di tempo: tra qualche anno sia gli hardware che i software avranno compatibilità con Linux; dicono inoltre che i problemi non sono comunque dovuti a Linux in quanto tale, ma che sono dovuti al monpolio Microsoft: le case che producono modem - ad esempio - li forniscono di driver (o firmware o quel che è) solo per Windows o al massimo per MacOS, ma non per Linux, e così vale per i software: ad esempio se non esiste una versione di AutoCAD per Linux - dicono - non è colpa di Linux, ma della AutoDesk che non la produce. Quello che mi chiedo io è: davvero è così per un presunto monopolio, oppure semplicemente Linux non è ancora all'altezza della situazione?

Non saprei che dire: girovagando per la rete e spulciando qua e là nei siti di opensource parlano di Microsoft come del male per definizione, ma io non sono mai stato incline ad estremizzare le cose. Dopotutto mi pare che Windows non sia un sistema operativo così pessimo, o forse lo è per certe cose (sicurezza ad esempio), ma non per altre, ed ha certo avuto il pregio di fare sistemi operativi sempre più "semplici" da usare (spero che nessun Linux-fanatcio passi di qua, non credo la prenderebbe di certo bene) e di riuscire a farli usare paticamente a chiunque. Sì, è vero che i sistemi operativi Linux al giorno d'oggi sono altrettanto user-friendly, ma fino a qualche anno fa non lo erano di certo.

Dopo tutto cosa c'è di male a fare dei prodotti commerciali? Voglio dire le società che producono software opensource prenderanno i soldi da qualche parte no? Di solito vendono il supporto tecnico ad esempio. E' chiaro che il fatto che Linux sia free (non tutte le distribuzioni lo sono però) è di per sé un enorme punto a favore, ma questo non lo rende "moralmente migliore".
C'è da dire che l'essere opensource ha dei netti vantaggi tecnici: tutti quanti possono trovare dei bug e sistemarli (tutti quanti? io no di certo!), tutti possono contribuire migliorando il codice, il sistema risulta molto più testato, più stabile e più aggiornato. Questi dovrebbero essere motivi di "gloria" per i liniani, e non il "complottismo" che non ha mai portato da nessuna parte.

Quel che intendo dire è che Microsoft non deve essere ritenuta peggiore solo perchè ha dei guadagni a fare i sistemi operativi. E' chiaro che se ci fosse qualcosa di illegale, qualche effettiva forma di monopolio o roba del genere, allora sì che i discorsi cambierebbero; ma fino a prova contraria i liniani dovrebbero cercare di proporre delle alternative che siano davvero competitive sul piano tecnico, senza autoproclamarsi i buoni e qunidi migliori.

Detto ciò è evidente di per sé che la filosofia opensource ha un suo senso, ma non si può pretendere che sia condivisa da tutti. Io, personalmente, riterrei giusto che i codici fossero liberi, senza brevetto, un po' come gli articoli della comunità scientifica (non da molti anni comunque), ma penso che da qualche parte i soldi per pagare i programmatori che fanno questi codici devono venire. Quindi bisognerebbe vedere se è possibile fare solo software opensource come vorrebbe la omonima filosofia.

Come al solito non arrivo a nessuna conclusione...e ho pure scritto molto male e non mi sono spiegato bene. Va beh, magari uno di questi giorni ci torno sopra. Per ora, se volete, dite la vostra. Ciao