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martedì 26 luglio 2011

il cavaliere in(e)sistente

Il cavaliere dell'eterna gioventù
seguì, verso la cinquantina,
la legge che batteva nel suo cuore.
Partì un bel mattino di luglio
per conquistare il bello, il vero, il giusto.
Davanti a lui c'era il mondo
con i suoi giganti assurdi e abietti
sotto di lui Ronzinante
triste ed eroico.

Lo so
quando si è presi da questa passione
e il cuore ha un peso rispettabile
non c'è niente da fare, Don Chisciotte,
niente da fare
è necessario battersi
contro i mulini a vento.

Hai ragione tu, Dulcinea
è la donna più bella del mondo
certo
bisognava gridarlo in faccia
ai bottegai
certo
dovevano buttartisi addosso
e coprirti di botte
ma tu sei il cavaliere invincibile degli assetati
tu continuerai a vivere come una fiamma
nel tuo pesante guscio di ferro
e Dulcinea
sarà ogni giorno più bella.


--n.hikmet--

venerdì 21 gennaio 2011

dream out loud

Non respingere i sogni perché sono sogni.
Tutti i sogni possono
essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno. Se sogniamo
che la pietra è pietra, questo è la pietra.
...Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l'acqua, cristallina.
La realtà traveste
il sogno, e dice:
"Io sono il sole, i cieli, l'amore".
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola.
Sognare è il mezzo che l'anima ha
perché non le fugga mai
ciò che fuggirebbe se smettessimo
di sognare che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo
un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia e che si cerca sulla terra.

Pedro Salinas

mercoledì 29 dicembre 2010

pablo honey

Abeja blanca zumbas, ebria de miel, en mi alma
y te tuerces en lentos espirales de humo.

Soy el desesperado, la palabra sin ecos,
el que lo perdió todo, y el que todo lo tuvo.

Última amarra, cruje en ti mi ansiedad última.
En mi tierra desierta eres la última rosa.

¡Ah silenciosa!

Cierta tus ojos profundos. Allí aletea la noche.
¡Ah! desnuda tu cuerpo de estatua temerosa.

Tienes ojos profundos donde la noche alea.
Frescos brazos de flor y regazo de rosa.

Se parecen tus senos a los caracoles blancos.
Ha venido a dormirse en tu vientre una mariposa de sombra.

¡Ah silenciosa!

He aquí la soledad de donde estás ausente.
Llueve. El viento del mar caza errantes gaviotas.

El agua anda descalza por las calles mojadas.
De aquel árbol se quejan, como enfermos, las hojas.

Abeja blanca, ausente, aún zumbas en mi alma.
Revives en el tiempo, delgada y silenciosa.
¡Ah silenciosa!  
-Pablo Neruda-

venerdì 8 ottobre 2010

memorandum

Facile fare scrivere gli altri:

Istanti
Se io potessi vivere un'altra volta la mia vita
nella prossima cercherei di fare più errori
non cercherei di essere tanto perfetto,
mi negherei di più,
sarei meno serio di quanto sono stato,
difatti prenderei pochissime cose sul serio.
Sarei meno igienico,
correrei più rischi,
farei più viaggi,
guarderei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei più fiumi,
andrei in posti dove mai sono andato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali e meno immaginari.
Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente
e precisamente ogni minuto della sua vita;
certo che ho avuto momenti di gioia
ma se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti.
Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita,
solo di momenti, non ti perdere l'oggi.
Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto senza un termometro,
una borsa d'acqua calda, un ombrello e un paracadute;
se potessi vivere di nuovo comincerei ad andare scalzo all'inizio della primavera
e continuerei così fino alla fine dell'autunno.
Farei più giri nella carrozzella,
guarderei più albe e giocherei di più con i bambini,
se avessi un'altra volta la vita davanti.
Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.

martedì 3 giugno 2008

I Limoni

Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
lo, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

Meglio se le gazzarre degli uccelli
si spengono inghiottite dall'azzurro:
piú chiaro si ascolta il sussurro
dei rami amici nell'aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest'odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l'odore dei limoni.

Vedi, in questi silenzi in cui le cose
s'abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l'anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità.
Lo sguardo fruga d'intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno piú languisce.

Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità.

Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta
il tedio dell'inverno sulle case,
la luce si fa avara - amara l'anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo dei cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d'oro della solarità.

I Limoni (Ossi di Seppia) - E. Montale

Bene bene, copiando spudoratamente da questo blog (che ho trovato casualmente sulla rete), copiando - dicevo - da quel blog, ho deciso di incominciare questa nuova rubrica che ho intitolato molto originalmente (si dice 'originalmente'? bah?!) "Angolo poetico" (si cercano nomi migliori per cui buttatevi pure)...mi sono di nuovo perso, devo smettere di fare parentesi. Allora stavo dicendo che ho iniziato questa nuova rubrica, che ha come oggetto delle poesie. Poesie che mi piacciono particolarmente, ma ne metterò (forse - niente da fare, le parentesi mi attirano proprio) anche di quelle che non mi piacciono particolarmente (cioè che mi fanno schifo) tentando di spiegarne il perché. Chiaramente l'idea sarebbe poi di esporre cosa (non) mi piace di quella poesia e di avere commenti in riguardo (magari!).

Dopo questa dichiarazione veniamo a "I Limoni"
Spero che prima di essere arrivati qui abbiate letto attentamente tutta (non un po' qui e là, magari saltando qualche verso, intendo proprio tutta) la poesia.
Vorrei soffermarmi sulle ultime due strofe (non voglio scrivere un tema, voglio solo spiegare cosa mi interessa particolarmente di questa poesia).

Vedi, in questi silenzi in cui le cose
s'abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l'anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità.

Non è capitato anche a voi? In momenti in cui non state facendo nulla di particolare (lo so non ne avete molti, ma ogni tanto vi capiterà) la testa incomincia a "girare" per i fatti suoi e va ad incunearsi in pensieri "sopra le righe" per così dire; non si sofferma su "devo assolutamente comprare lo shampoo, che l'ho finito" e nemmeno su "porca ... - oppure beep se preferite, il concetto è una parola poco carina, qualsivolgia - non ne ho per niente voglia di andare a lavorare, me sto qui sul divano a dormire", attimi, istanti nei quali sembra quasi di essere lì lì per capire, per stracciare il "velo di carta" e dire "ecco, finalmente ho scoperto il trucco!", il senso delle cose...o meglio, non tanto il senso delle cose, quanto un punto fermo, una certezza, uno scoglio sicuro nel mare dubbioso e scivoloso dell'esistenza.
Sono attimi illuminati, come una fotografia, un flash sul mondo che però è subito andato e la vita ci re-inghiotte con il pensiero del domani, di cosa mangiare questa sera, dei jeans da comperare, delle cose da fare...da fare ma senza aver capito perché e, questo è il vero dramma (o forse la fortuna, altrimenti saremmo già da tempo più che estinti) senza nemmeno più avere in mente che quel perché non lo sappiamo; meccanicamente ci trasciniamo, come un disco che gira.

Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta
il tedio dell'inverno sulle case,
la luce si fa avara - amara l'anima.